Perché Sanremo è Sanremo, Pararà! (4)

1 03 2008

Purtroppo (…) ieri ho dovuto perdere la serata dei giovani di Sanremo, causa concerto dei Cure (e detto ciò, anche ‘sticazzi di Sanremo). Stasera, ri-purtroppo, mi tocca vederlo…

Ma visto che non c’è più nulla da dire, passo subito alla canzoncina d’apertura, che ormai è diventata un tormentone. Ieri ho avuto paura che partisse al posto del solito Popporoppoppopoooo. Per fortuna non è accaduto. Robert Smith ne avrà gioito.

Ma eccola qui:

Parappappapapparà
parappappapapparà
parappappapapparararara
pararà

Parappappapapparà
parappappapapparà
parappappapapparararara
pararà

Io sogno una canzone che dica tante cose
un colpo di cannone ma che spari solo rose
però poi mi innamoro di un ritornello scemo
perché Sanremo è Sanremo

Fiumi di parole sono tutti uguali
ma qualcuno di loro ha delle piccole ali
e con loro chissà magari voleremo
perché Sanremo è Sanremo, no?

All’improvviso viene voglia di cantare
insieme ad un altro viene voglia di cantare

Se viene voglia di cantare canteremo
proviamo a crederci e poi vedremo
Se viene voglia di cantare canteremo
Perché Sanremo è Sanremo

Parappappapapparà
parappappapapparà
parappappapapparararara
pararà

Parappappapapparà
parappappapapparà
parappappapapparararara
pararà

Viaggiatori dei sogni, cacciatori d’occasioni
mercanti, pirati, ladri d’emozioni
diremo “adesso basta” ma non cambieremo
perché Sanremo è Sanremo

Sanno di zucchero, di fragole e limoni
quanti gusti diversi le ragazze e le canzoni
fan ridere, fan piangere
ci ricascheremo
perché Sanremo è Sanremo, no?

All’improvviso viene voglia di cantare,
insieme ad un altro viene voglia di cantare
Se viene voglia di cantare canteremo,
proviamo a crederci e poi vedremo
Se viene voglia di cantare canteremo
Perche’ Sanremo è Sanremo!

Se viene voglia di cantare canteremo
proviamo a crederci e poi vedremo
Se viene voglia di cantare canteremo
Perché Sanremo è Sanremo

Parappappapapparà
parappappapapparà
parappappapapparararara
pararà

Parappappapapparà
parappappapapparà
parappappapapparararara
pararà

La giuria di qualità è tra il grottesco e l’ilare. Quindi, perché non posso dare anche io i miei voti alle esibizioni, visto che sulle canzoni mi sono già abbondantemente e prolissamente (esiste, ho controllato sul De Mauro) espressa?

Paolo Meneguzzi: 6
Sembra un paciocchino, per chi ricorda i pupazzetti degli anni ottanta. Ma della canzone, mi è rimasta più impressa l’interpretazione di Tony Hadley. Ci sarà un motivo?

Gianluca Grignani : 6
Fino a cinque minuti fa nemmeno ricordavo che partecipasse al festival, quindi questo è stato il mio primo ascolto. Ma anche no, solo che la canzone non è malaccio. Boh.

Little Tony: 8
Finalmente, dopo anni, ha deciso di dare una svolta decisiva alla sua carriera: indossare la cravatta di un colore diverso della camicia. Veramente destabilizzante.

Toto Cutugno: -10
Finalmente, dopo anni, ha deciso di dare una svolta decisiva alla sua carriera: indossare la cravatta dello stesso colore della camicia. Veramente destabilizzante. Probabilmente, oltre ad aver rubato il guardaroba a Little Tony avrà anche scippato le stonature a Tricarico. Quindi, se verso le 3 sarò ancora sveglia, probabilmente ascolterò una versione impeccabile di “Vita tranquilla”. Tra l’altro non mi stupirei di assistere ad un rave in giuria; di sicuro spiegherebbe il perché del 10 di Magalli.

L’aura: 7-
Come avevo già detto, ha un inciso che rimane nella testa, nonostante non sia la mia preferita. Una cosa va riconosciuta: è la più intonata. Peccato non l’abbia notato Fede che le ha dato 6. Probabilmente perché dalla sua postazione non si vedeva il perizoma di liquirizia.

Anna Tatangelo: 0+
Non saprei cosa dire, se non fosse che mi ha fatto tornare etero. Consiglierei questo brano a CL, mi sembra palese il perché. Ma il 10 di Fede? Cosa ha visto lui che noi non abbiamo notato? Meglio non chiederselo.

Carlo Verdone: 0
A parte che due passaggi per promuovere il film non si erano mai visti. E poi, farli esibire con “Fortune Teller” degli Who (uno dei gruppi preferiti di Verdone) è veramente uno schiaffo alla manifestazione canora: è la migliore e probabilmente una di quelle interpretate meglio.

Amedeo Minghi: -5
Ed il – è d’incoraggiamento. A non tornare più a Sanremo. Cammina, cammina.

Mario Venuti: 8
Col senno di poi, devo dire che è molto carina, si lascia cantare che è un piacere. Peccato che la giuria stesse pensando ad ordinare i ciccioli che col sangiovese sono veramente una prelibatezza.

Lola Ponce e Giò di Tonno: 4
L’esibizione è molto teatrale, ma la canzone è sempre più una cover (perché plagio è una parola grossa… Vero?) di “Dalla pelle al cuore” di Antonello Venditti. L’inciso è quello. Se vale per la Bertè, perché per loro no? Bah. I 10 della Colombari, della Abbagnato e della Ferrario, sono realmente il segno dell’inadeguatezza dei giurati.

Michele Zarrillo: 6+
Senza infamia e senza lode. E sicuramente non sta sul piedistallo come Cotugno, a quasi parità di festival (14 lui e 13 Cotugno). E poi i sentimentali ci sono sempre, lasciamogli Zarrillo.

Fabrizio Moro: 4
Cantare “non aver paura dei miei cattivi odori” con quegli abiti, credo sia controproducente. E poi no, non mi hai cambiato la vita, nemmeno un po’. E alle 23,25 posso tranquillamente essermi rotta le palle del ragazzo della porta accanto. E scusa se ho detto LE. Ma tra l’altro, in quattro gli hanno dato 10. Saranno già passati al marocco buono?

Tiromancino: 1
Con il rischio di trovarmelo sotto casa con una mazza da baseball, gli appongo il simpatico primo numero primo. La Mariolina Simone dà 10. Quando parte il trenino su brigittebardòbardò…?

Frankie Hi-NRG: 9
Parte con Storia di un Impiegato (mio padre ringrazia), quindi gli voglio bene. Mughini critica ma dà 8, Fede dà 8 ma solo perché non aveva capito la parola Rivoluzione; appena glielo comunicano, si avvita i canini degni di Fido e lo azzanna alla giugulare. Memorabile la sua frase “un paese democratico non ha bisogno della tua rivoluzione”; democrazia a go-go. Boncompagni dà 4, perché Frankie, in un momento di follia egocentrica, si è tolto l’auricolare rifiutandosi di cantare “T’appartengo ed io ci tengo e se prometto poi mantengo”. Qualcuno avverta la narcotici, per l’amor diddddio.

Finley: 2
Sto rimpiangendo i Velvet. Il che è tutto dire. Sono tristi e tra l’altro, per fare le giravolte, il cantante si è perso pure l’ear-monitor. Ma non per questo lo critico, può capitare. Fare una canzone del genere, no. Due d’incoraggiamento.

Elio e le Storie Tese: 100milamiliardi
Sono straordinari sempre, in veste di Rondò Veneziano ancora di più. Cantano e suonano Figaro qua Figaro là. Memorabile il loro Figa di qua Figa di la, almeno quanto Cesareo vestito da donna con chitarra elettrica a tracolla. Anni luce avanti al 300% delle presenze al festival. E non stonano, sottolineerei con la penna rossa e pure quella blu. Prima di andare via, ricordano che l’ultima, volta su quel palco, c’erano stati con Feiez. Elio si commuove ed anche io; peccato che lì nessuno abbia capito. Ciao Feiez.

Mietta: 6-
E’ sanremese. Ed orecchiabile. Ed io sono sentimentale. E terribilmente di parte.

Max Gazzè: 11
E’ la mia preferita in assoluto. E spero lo sia per tante altre persone, perché ho già preparato le teste di cavallo da mettere nel letto (finte, ma che nitriscono ad ogni ora del giorno e della notte).

Sergio Cammariere: 7 ½
Almeno è musica. Bosso è bravissimo. Paragonato al voto che ho dato ai Finley, questo è poco.

Eugenio Bennato: 6 ½
E’ quasi l’una, la pizzica è l’unico modo per svegliarmi. Quindi il voto se lo merita, almeno per questo.

Tricarico: 5/6
Si avvicina alla sufficienza per aver dato dello “stronzo” a Chiambretti, che dopo questo festival non credo di sopportarlo più. Però continua ad essere stonato e disperato, perché, ci domandiamo tutti.

E visto che i cantanti sono finiti, posso dire anche due parole acide per i conduttori?

Pippo Baudo: 7–
Il festival è stato quello che è stato. La sua rigidità durante i siparietti è stata imbarazzante. Ma è sempre Pippo e sa fare il suo mestiere.

Piero Chiambretti: 3
Ha iniziato dicendo “Pippo Caruso che non è morto” ed ha finito con “l’ultimo festival di Pippo Baudo”. Poteva fare di meglio. Anche il “truccata da bestia” alla Tatangelo non mi è piaciuto troppo; a Torino pare si dica così, nel resto d’Italia no e non tutti lo capiscono.

Andrea Osvart: 2
C’era bisogno di farla venire dall’Ungheria? No. E farle fare gli stacchetti musicali quando è stonata come una campana, è stata veramente cattiveria pura.

Bianca Guaccero: 2
Abbiamo capito che è di Bitonto. Basta. Poi stacchetti, balletti e cantatine non sono stati così incisive. Anzi, propriamente dimenticabili.

Direttamente dalla Gialappa’s, questi sono i vincitori:

1) Giò di Tonno e Lola Ponce
2) Anna Tatangelo
3) Fabrizio Moro

Tristezza abnorme come al solito.
Buonanotte e tanti saluti.
Ciao ciao.


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